Viaggio alla scoperta della Mobilità Sostenibile (I)

Phoresta / News  / Compensazione  / Viaggio alla scoperta della Mobilità Sostenibile (I)

Lettura  2 min

Introduzione

L’idea alla base di questa nuova rubrica è iniziare a trattare un argomento strettamente correlato con l’ambiente e, in particolar modo,  l’impatto che la mobilità ha sull’ambiente, sul clima e sulle persone.

Per definire l’argomento utilizziamo alcune definizioni che eminenti istituti e personalità hanno dato della mobilità sostenibile.

“Mobilità sostenibile significa dare alle persone la possibilità di spostarsi in libertà, comunicare e stabilire relazioni senza mai perdere di vista l’aspetto umano e quello ambientale, oggi come in futuro” (World Business Council for Sustainable Development  )

O anche:

Mobilità sostenibile significa;

Soddisfare i bisogni della generazione attuale senza compromettere la capacità di soddisfare i bisogni delle generazioni future“ (Rapporto Brundtland 1987)

Parliamo dunque di muoversi e utilizzare dei mezzi  che,  sulle brevi distanze, possono avere poco o nullo impatto sull’ambiente (ad esempio la bicicletta, lo skateboard, il monopattino etc.) rispettando  ampiamente i concetti sopra esposti, per cui il problema non si pone.

Ma non appena vogliamo percorrere distanze più lunghe utilizziamo mezzi alimentati da energie ( i.e. combustibili di varia natura ed energia elettrica) che possono avere rilevante impatto sull’ambiente sia per la loro produzione sia per il loro utilizzo all’interno dei mezzi/veicoli utilizzati.

Impatto che deve essere valutato sia a livello puntuale e cioè nel luogo di utilizzo del veicolo, che a livello globale  e cioè dove vengono prodotte le energie e i componenti dei veicoli. In pratica la valutazione di impatto ambientale deve essere fatta su tutta la filiera, dalla sorgente alla ruota, “ from well to wheel”  come si dice usualmente in ambito scientifico.

L’impatto ambientale dei veicoli consta delle emissioni da essi generate (ad esempio allo scarico dei veicoli) e delle particelle liberate dai loro componenti e materiali di consumo  (pulviscolo di decomposizione delle ruote, oli, batterie, liquidi/gel di conduzione  etc.), oltre ai componenti stessi laddove non riciclabili .

Emissioni e particelle possono essere  climalteranti (come ad esempio la CO2 emessa agli scarichi) responsabili per esempio del riscaldamento globale, e/o  inquinanti (Molecole di Particolato PM di diverse dimensioni 10, 5, 2,5 e gli NOx), con gravi conseguenze per la salute delle persone.

Da quanto sopra citato si deduce che l’argomento è vasto dovendo trattare di:

-energie, alternative e  rinnovabili che consentono di limitare l’inquinamento ambientale

-combustibili fossili e rinnovabili

-veicoli e loro emissioni

-aree di riferimento, urbane, periferiche, extraurbane

Nei post successivi tratteremo singolarmente o insieme ove strettamente correlate  tutte le voci sopra citate.

A tutto questo aggiungeremo la discussione sul comportamento delle persone nell’utilizzo dei veicoli e le piccole pratiche che ciascuno può seguire per favorire la creazione della miglior Mobilità Sostenibile possibile.

(La  trattazione proseguirà nei prossimi numeri)