ll sogno collettivo del titolo è quello che invece potrebbe essere la normale realtà di tante comunità. Questa esperienza testimonia che è possibile. Agricoltura sociale, fattoria didattica, coltivazioni di qualità, allevamenti sostenibili e tutela del territorio.
Le trasformazioni possono venire da singoli comportamenti, che uniti insieme fanno la differenza. La portata più importante è quella culturale, perché vivere in sintonia con l’ambiente è il vero cambiamento.
Un sogno collettivo
Un piccolo paese di campagna, anzi una frazione, di 2.000 abitanti in provincia di Latina.
Nel 2021 la comunità locale diventa proprietaria di più di cento ettari di terreni adiacenti al lago di Giulianello.
Un gruppo di persone, soprattutto di giovani, che hanno seguito gli insegnamenti di Raffaele Marchetti – avvocato, storico, etnomusicologo locale – conclude un confronto giuridico con il vecchio proprietario che aveva privatizzato il lago (demaniale) e impedito quasi del tutto l’accesso alla comunità locale, arrivando a opporre restrizioni alle feste tradizionali che da sempre avevano accompagnato la fine dei vari lavori in campagna.
Per avere ragione la comunità ha impiegato più di cento anni, dal 1915. Un contributo l’ha dato anche un’antica e mai decaduta bolla papale del 1220 (papa Innocenzo III), che assegnava dei diritti sulle terre intorno al lago ai capifamiglia del paese. Alla fine la comunità, avendo riscosso finalmente i diritti di uso civico accumulati negli anni è riuscita a riacquistare tutto, compreso un grande immobile storico all’interno del paese, messo a disposizione dei cittadini.
Il lago di Giulianello, con rive naturali con cannucce di palude, salici, pioppi, roverelle, cerri, carpini, castagni, lecci, è quasi nascosto nelle campagne che segnano il passaggio dai rilievi vulcanici dei Colli Albani a quelli calcarei dei monti Lepini, in una campagna ondulata di uliveti e campi di grano, nel Lazio meridionale.
Un territorio a prevalente vocazione agricola, e oggi la sua comunità si ritrova riallacciando quei legami attraverso l’Asbuc (Amministrazione Separata Beni di Uso Civico). La sigla è enigmatica, ma la sostanza è semplice: tutto il territorio è gestito dall’intera comunità degli abitanti del paese. E così ecco un fiorire di idee, proposte, progetti. Alcuni sono stati già realizzati. “Siamo una comunità in cammino – dice Luca Del Ferraro, presidente dell’Asbuc – è partita la seconda fase, che è quella di tutela e valorizzazione”.
Con orgoglio sottolinea che l’azienda agricola sta in un posto meraviglioso, dove c’è un allevamento di vacche maremmane e cavalli allo stato brado. Il resto sono ulivi e seminativi. Coltivano un grano di qualità (il grano “Serena”) occupandosi di tutta la filiera: semina, grano, molitura, farina e pane. Un pane davvero buonissimo!
Tutto questo lo fa la comunità, una comunità che gestisce senza mediazioni i propri diritti, creando occupazione e sensibilizzazione. Recuperando per esempio anche la tradizone orale dei canti popolari, in un percorso di affermazione di valori condivisi.
“A noi piace dire che facciamo un’agricoltura culturale – dice Luca – tutto è fatto in funzione di una gestione etica, che metta al primo posto non soldi e guadagni, mentre lavoriamo non vogliamo dimenticare di alzare lo sguardo e goderci anche noi la bellezza di questi posti”.
“Qui c’è gente che passeggia, una cosa mai vista prima e questo è un simbolo della nostra forza”.
Potrebbe essere una storia a lieto fine, aggiungendo che dal 2007 il lago di Giulianello è diventato Monumento naturale della Regione Lazio. Ma le cose – purtroppo – non stanno proprio così, perché su questo territorio incombe la realizzazione di una superstrada progettata 63 anni fa e rimasta dormiente per tutto questo tempo, mentre il mondo è cambiato. Un progetto essenziale per gran parte della politica, assai meno per coloro che vivono nei luoghi che attraverserà. E non rimarranno certo a guardare.